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La nostra storia

Casalecchio, alla fine del secolo scor­so, abbondava di locande, osterie, bar, caffè, trattorie, oltre che di tre eleganti Ristoranti-Alberghi: il Reno, il Pedretti e il Brunetti.
La prima oste­ria di Casalecchio, citata nei più antichi catasti bolognesi, precisamente l'attuale ristorante "Calzavecchio", esiste da circa 400 anni. Originariamente era un'o­steria con stallaggio, in grado di offrire vi­no, cibo e riposo a chi scendeva dalle montagne per raggiungere Bologna o vice­versa. Rimase così immutata per secoli. La casa era all'inizio del 1900 a due piani: un pianterreno con lo stanzone del­l'osteria e un primo piano con le camere da locare. Il terreno circostante e quindi il "fondo" comprendente anche lo stabile della locanda era proprietà dei Marchesi Sampieri; la famiglia Calza coltivava det­to podere, per cui la locanda era chiamata "Osteria dei Calza". Quando poi i conduttori dell'osteria, vi­sti i buoni affari, fecero costruire più in centro un nuovo locale, lo chiamarono "Calza Nuovo" e l'antica osteria fu detta “Calza Vecchio” quindi "Calzavecchio".
Il “Calzanuovo” divenne poi, nel giro di pochi anni, un elegante "chalet" stile svizzero, assumendo il nome di "Albergo Re­no", costringendo così la vicina Locanda del Reno a cambiare insegna. Poiché in quell'anno 1883, veniva inaugurato il "Va­porino", la locanda del Reno diventò il "Tramvia" e tale denominazione rima­se. sito

Il Calzavecchio continuava a godere di una fama ben meritata per la sua cucina e la sua cantina; rinomate erano alcune spe­cialità come le "tagliatelle al pasticcio". Molti bolognesi perciò, ogni domenica, si riversavano al Calzavecchio in treno o in carrozza, in diligenza o a piedi, trascor­rendo una piacevole giornata in quell'am­biente rustico e tranquillo. In particolare il Lunedì di Pasqua migliaia di persone scen­devano dai "Brigual" per venire in paese. In quella circostanza al Calzavecchio veni­vano addirittura messe le botti del vino in cortile perché ciascuno si servisse a piaci­mento.
Punto di riferimento non solo per i Bolognesi ma anche per la Bologna Universitaria, la "Mater Studiorum" che già da se­coli ospitava centinaia di studenti provenienti da tutta Europa, attratti non solo dalla fama dei prestigiosi mae­stri di diritto ma anche dalla vita favo­revole e "godereccia" della città stessa. In occasione dell'8° centenario del­l'Università, precisamente il 12 giugno 1888, il Calzavecchio ospitò circa 800 studenti che rappresen­tavano, con i simboli della goliardia -  feluca e manti -  le più antiche università europee. Il Vaporino quel giorno dovette fare molte corse per portare e riportare i tanti studenti che, dopo le cerimonie ufficiali a Bologna, alla presenza anche del Re Umberto I, desideravano gustare allegra­mente le specialità della vecchia osteria. Tre giorni dopo, i professori, sotto la pre­sidenza del Carducci, si riunirono a ban­chetto presso il "Calzanuovo" ritenendolo più elegante e più moderno. Il "Calzavecchio" rappresentava, allora, un mondo a sé, se­parato   dalla   restante   Casalecchio   dalle sbarre della Ferrovia Porrettana. L'ultima guerra colpì anche questo vecchio stabile che fu riedificato e tuttora, dopo l’ultima importante ristrutturazione, il Cal­zavecchio continua a offrire la sua tradizionale ospitalità.
Calzavecchio

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Ospitalità e sapori antichi! A Casalecchio il nuovo Calzavecchio.

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